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GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
Cattedrale
19 ottobre 2003

1. "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura". Carissimi fedeli, è in questo comando del Signore la radice della missione della Chiesa. Questo "mandato missionario" ha un dimensione universale: "ad ogni creatura". Nessuna resta esclusa da questa sollecitudine missionaria: ogni persona umana è cercata per se stessa. Il compito è così immane da superare le forze umane, e pertanto il Signore dona l’assicurazione che in questo i suoi discepoli non resteranno soli: "essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro".

Che cosa devono predicare e far risuonare in ogni parte del mondo e nel cuore di ogni creatura? Il Vangelo: "predicate il Vangelo". E quale è il contenuto del Vangelo da predicare ad ogni creatura? È Gesù Cristo, figlio di Dio fattosi uomo, morto e risorto per la nostra redenzione. Il compito della missione è dunque questo: "di dirigere lo sguardo dell’uomo indirizzare la coscienza e l’esperienza di tutta l’umanità verso il mistero di Cristo" [Giovanni Paolo II, lett. Enc. Redemptor hominis 10; EE 8/30]. Poiché "ognuno è stato compreso nel mistero della redenzione e con ognuno Cristo si è unito, per sempre, attraverso questo mistero" [ibid 13; EE/42].

In sostanza, dunque, se ci chiedono: perché la missione? Perché Cristo deve essere annunciato ad ogni creatura? Noi suoi discepoli rispondiamo con umile e ferma semplicità: perché non esiste nessun altro nel quale l’uomo possa realmente trovare la sua liberazione integrale. In Lui, soltanto in Lui siamo liberati da ogni alienazione e smarrimento, dalla schiavitù al potere del peccato e della morte.

La missione esprime la massima cura che si possa avere del destino dell’uomo; della dignità di ogni persona umana. Di essa non abbiamo una considerazione dimezzata, né una cura parziale e limitata: noi , discepoli di Cristo, "sappiamo che Gesù è venuto a portare la salvezza integrale, che investe tutto l’uomo e tutti gli uomini, aprendoli ai mirabili orizzonti della figliazione divina" [Lett. Enc. Redemptoris missio 11,4; EE8/1059].

Ed allora, carissimi fedeli, la celebrazione odierna della Giornata Missionaria Mondiale è occasione propizia per prendere una coscienza più profonda, più sicura della necessità per ogni uomo di incontrare Cristo, e del fatto che la fede ricevuta esige di essere testimoniata. "Lo spirito missionario, animato dal fuoco della carità, è in qualche modo la prima risposta della nostra gratitudine verso Dio, nel comunicare ai nostri fratelli le fede che noi abbiamo ricevuta" [Pio XII, Lett. Enc. Fidei donum 1; EE 6/1307].

2. "Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te". Il profeta sta vedendo il sorgere del sole sulla città di Gerusalemme; l’alba che sta vincendo le tenebre della notte. Ispirato da luce divina, in questo fatto naturale intravede un avvenimento umano-divino: la luce del Signore sta per invadere gli uomini, la loro società e città. La Gloria del Signore risplende su di essa.

Carissimi fedeli, tra poco consegnerò la Lettera conclusiva del Piccolo Sinodo urbano-suburbano. Anche noi in un certo senso siamo partecipi della stessa esperienza del profeta: vedere la gloria del Signore che brilla sulla nostra città; la sua luce illuminarla. Che la profezia di adempia però dipende anche dalla nostra audacia missionaria. La celebrazione missionaria quindi che stiamo facendo in comunione con tutta la Chiesa, ha per noi, per la nostra Chiesa, questa sera una particolare intensità.

Quasi facendo eco al mandato evangelico, ho voluto ridire a ciascuno di voi le parole che Gesù disse a Maddalena dopo la Risurrezione: "Va’ dai miei fratelli". Sono fratelli nostri tutti gli uomini di questa città, particolarmente nella situazione concreta in cui possiamo oggi incontrarli. Ad essi dobbiamo annunciare il Vangelo; anche se tanti forse ritengono che la proposta cristiana sia umanamente insignificante e quindi eludibile.

"Va’ dai miei fratelli – predicate il Vangelo ad ogni creatura": perché non ci sia più nessuno in questa città che ignori la salvezza del nostro Dio.