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XXIX DOMENICA PER ANNUM (A)
Giornata Missionaria Mondiale
Cattedrale: 20 ottobre 2002

1. "E’ stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione". Carissimi fratelli e sorelle, la Giornata missionaria mondiale che stiamo celebrando è un momento di grazia per tutti noi. Essa infatti ci aiuta a capire più profondamente la vera ragione d’essere della Chiesa. Questa comprensione è particolarmente urgente per i cristiani oggi per i quali l’incomprensione della vera missione della Chiesa è un rischio tutt’altro che teorico.

Ed è l’apostolo Paolo che ancora un volta ci fa da maestro. Egli ci invita subito a porre i nostri occhi sull’avvenimento della redenzione dell’uomo. Dentro alla nostra storia, in un istante preciso del tempo e in un luogo determinato, Dio stesso ha compiuto un’azione: ha riconciliato a sé il mondo in Cristo non imputando agli uomini le loro colpe. Dio cioè ha preso l’iniziativa di un cambiamento nei rapporti con gli uomini. Più precisamente. Non c’è un Dio adirato bisognoso di riconciliarsi con l’uomo; è l’uomo che col suo peccato ha rotto con Dio ed ha bisogno di essere riconciliato con Lui. Ed è Dio stesso che ha preso l’iniziativa, nell’unico modo possibile: il perdono ["non imputando agli uomini le loro colpe"]. Riflettendo oggi, Giornata missionaria mondiale, sulla missione della Chiesa, noi celebriamo la ricchezza della misericordia di Dio verso l’uomo: è la festa del perdono che Dio ha offerto all’uomo.

Quando e dove Dio ha compiuto, una volta per sempre, quest’azione di "riconciliare a sé il mondo"? l’Apostolo dice: "in Cristo". Il cambiamento radicale della storia umana è avvenuto nella morte di Cristo sulla croce: è attraverso quella morte che l’uomo è stato obiettivamente, realmente ricondotto nel vero rapporto con Dio. Anzi, l’Apostolo è esistenzialmente più preciso e concreto: "egli [Cristo] è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro". L’apostolo ipotizza due modi di vivere: uno di ripiegamento egoistico su se stessi ["per se stessi"], l’altro di dedizione amorosa a Cristo per gli altri ["per colui che è morto risuscitato per loro"]. Dio riconcilia a sé questo mondo, in quanto mediante la morte di Cristo fa passare l’uomo dall’uno all’altro modo di esistere; mediante la morte di Cristo l’uomo viene liberato dal suo egoismo. Riflettendo oggi, Giornata missionaria mondiale, sulla missione della Chiesa noi celebriamo la potenza della grazia di Cristo: è la festa della redenzione e della reintegrazione dell’uomo nella sua originaria dignità.

2. "… e affidando a noi la parola della riconciliazione". Queste parole ci introducono nel mistero della Chiesa e della sua missione: perché esiste la Chiesa? Quale è precisamente la sua missione? "e poiché siamo suoi [di Dio] collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio". La missione della Chiesa è ben distinta dall’azione che il Padre in Cristo ha compiuto; essa consiste nell’annunciare ad ogni uomo di ogni generazione quanto è accaduto una volta per sempre sulla Croce: è affidata alla Chiesa la parole della riconciliazione. E l’uomo mediante la fede e i sacramenti entra in un rapporto di vera pace con Dio e con ogni uomo.

La Chiesa non è portatrice di nessuna parola propria: è affidataria della "parola della riconciliazione" che deve ripetere ad ogni generazione umana. La Chiesa è dentro alla storia umana se non per questo: portatrice di una riconciliazione che è dono fatto all’uomo dal Padre mediante la morte di Cristo. E dalla riconciliazione offertaci da Dio per mezzo della missione della Chiesa viene posto dentro alla storia umana il seme anche della vera ci viltà umana. Dal fatto di essere perdonati fa Dio nasce l’esigenza del perdono reciproco. Riflettendo oggi, Giornata missionaria mondiale, sulla missione della Chiesa noi celebriamo la possibilità di una nuova convivenza fra popoli e nazioni: è la festa della pacificazione vera nella giustizia, resa possibile dal gesto di Dio compiuto in Cristo.

Ed allora, affidatari come siamo tutti della "parola della riconciliazione" dobbiamo partire da questa Cattedrale questa sera con una coscienza missionaria più precisa e viva. Ciascuno di noi è responsabile di quella parola di riconciliazione che, detta una volta per tutte dal Padre mediante la Croce di Cristo, ha la capacità di far venire dentro alle carni dei nostri conflitti il Regno di Cristo: "regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace".