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Settimana Mariana 2002
Mandato ai catechisti [1Cor 3,4-15]
Cattedrale: 6 ottobre 2002

Carissimi catechisti/e, nel momento in cui Cristo mediante il Vescovo vi consegna il mandato di trasmettere la fede della Chiesa, è necessario che riflettiamo un momento sulla natura di questo mandato e sulla collocazione della vostra opera nell’economia della salvezza. E lo faremo alla scuola di S. Paolo.

1. "Ministri [diakonoi] attraverso i quali siete venuti alla fede". Ecco la definizione precisa del compito che oggi vi è assegnato: essere "ministri" cioè presi al servizio del Signore perché attraverso il vostro "ministero" sia notificata all’uomo la divina Rivelazione, e questi venga alla fede. E’ dunque un duplice riferimento che definisce il vostro compito: a Cristo, all’uomo. A Cristo perché ciascuno di voi appartiene a Lui; è della sua parola che voi siete incaricati. All’uomo perché, dato il rapporto inscindibile fra fede ed annuncio evangelico, ciascuno di voi serve al bene supremo della persona: credere nel Signore. Siete dunque servitori non solo del Signore, che vi ha presi a servizio, ma anche di quelle persone a favore delle quali siete chiamati ad operare.

Ma l’Apostolo specifica il contenuto del vostro mandato attraverso due suggestive immagini: la piantagione e l’edificio da costruire. La persona cioè colla quale durante la catechesi sarete in relazione, è come un campo da coltivare; è come un edificio da costruire. La vostra è un’opera di coltivazione e di edificazione della persona. Entrate colla vostra opera nel mistero più intimo della persona.

Colla prima immagine l’apostolo vuole dirci che la vostra opera non è un’opera indistinta e generica. Essa si articola e si precisa in due momenti, prende una duplice successiva configurazione: piantagione o semina, ed irrigazione. Fuori dall’immagine: esiste una catechesi attraverso la quale il bambino viene introdotto nel mistero cristiano; esiste poi una catechesi attraverso la quale la persona umana viene perfezionata fino a divenire adulti nella fede. Esiste la catechesi di iniziazione cristiana, alla quale quest’anno dedicheremo la nostra riflessione; ed esiste poi la catechesi che segue, quella del post-cresima, quella giovanile, quella degli adulti.

Colla seconda immagine, quella dell’edificio, l’Apostolo vuole dirci che la costruzione della persona cristiana esige prima di tutto che non si ponga nessun fondamento diverso da Gesù Cristo. Carissimi, quante volte ci siamo detti questa verità centrale: è Cristo che voi insegnate; è a Cristo che voi conducete i bambini e i ragazzi; è da Cristo che deriva ogni vostra opera. Questa "fondazione cristologica" è una verità da richiamare in modo particolare oggi, insidiati come siamo a ridurre la catechesi alla trasmissione di semplici valori morali o, paggio ancora, di regole di comportamento. L’Apostolo ha una formula forte di esclusività: "nessuno può porre un fondamento diverso". E’ il solo che conferisce solidità alla costruzione della persona.

2. "Siamo infatti i collaboratori di Dio". L’apostolo non vi dice solo quale è la natura del mandato che state per ricevere. Egli vi rivela come esso si colloca dentro all’intera storia della salvezza: "siamo i collaboratori di Dio". La coltivazione della persona e la sua edificazione è opera di Dio; egli vuole però coltivare ed edificare la persona mediante la vostra opera: questa è la vostra sublime dignità.

La vostra opera educativa è diversa da ogni altra opera di insegnamento e di educazione della persona, perché attraverso la catechesi della Chiesa transita l’opera redentiva di Cristo.

Abbiamo voluto darvi il mandato durante la settimana mariana. Vi affidiamo a Maria. Colei che ha generato nella nostra umanità il Verbo, vi ottenga di essere colla vostra opera veri "coltivatori della persona" e suoi "edificatori"