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MESSAGGIO AGLI AMMALATI
11 febbraio 2000
Giubileo dell’ammalato e del mondo della sanità

Carissimi,

nella giornata odierna desidero mettermi vicino a ciascuno di voi: non potendolo fare di persona, lo faccio con questo breve biglietto. Non vi voglio dire parole mie. Come sono povere le parole umane dette a chi soffre, ed inefficaci! Vi ricordo semplicemente quanto è scritto nel Vangelo: "venuta la sera … [Gesù] guarì tutti i malati, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: "Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie" (Mt 8,16-17). Dio stesso in Gesù ha condiviso la nostra sofferenza, quella fisica e quella spirituale. In questo momento della tua vita, particolarmente difficile, Egli ti è vicino perché Lui può capire, avendo sofferto come te. Ma c’è qualcosa di più profondo in questa vicinanza di Dio alla tua sofferenza.

La più grave sofferenza non è quella del corpo. E’ quella dello spirito: è quando ci chiediamo "ma perché tutto questo: ma che cosa ho fatto di male? Ma che senso ha tutto questo?". E’ il dubbio che attraverso la malattia ci si riveli il vero volto di tutta la realtà: l’assurdo ed il non-senso. In Gesù Dio stesso ha voluto toccare le radici stesse del male, piantate nella nostra vita, perché avessimo la certezza che anche il nostro soffrire ha un significato, che tutto ciò che avviene in noi diventa occasione di bene: per noi e per gli altri.

Certamente, dobbiamo fare tutto quanto è possibile per guarire anche fisicamente. E prendo ben volentieri quest’occasione per ringraziare pubblicamente tutti i medici e personale sanitario per l’impegno che mettono nello svolgimento della loro altissima missione.

Desideriamo vivere quest’Anno Santo in un’unione speciale con voi, per chiedervi di sostenerci ed aiutarci: voi siete le radici della vita della Chiesa. Nel terribile scontro fra il bene ed il male, è la vostra sofferenza che fa vincere il bene in unione colla Croce di Cristo.

Con Maria che stava presso la Croce di Gesù, sto con voi durante tutta questa giornata e vi benedico ad uno ad uno: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.