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Lettera di invito alla gara diocesana "Il presepio nelle famiglie e nelle collettivitą"
13 dicembre 2006


Ai Rev. Vicari Pastorali
Ai Rev. Parroci
Ai Sigg. ri Insegnanti
Alle Case religiose maschili e femminili
Ai Responsabili di Scuole, Convitti,
Ospedali, Caserme, Case di riposo
Collegi, e ogni altra Comunità

Carissimi,

La cinquantatreesima edizione della Gara Diocesana "Il Presepio nelle famiglie e nelle collettività" accoglierà l'iscrizione dei presepi dell'Anno del Congresso Eucaristico Diocesano, ed è bello ricordare che già nelle prime rappresentazioni di Cristo infante si trova la profezia della sua morte e Risurrezione, e la notizia della salvezza che porta agli uomini.

Fare il presepio nelle famiglie e nelle comunità, nei luoghi della vita e del lavoro, è un modo semplice e diretto di annunciare che nel Bambino che la Vergine Maria e Giuseppe accolsero e subito amarono, che Pastori e Magi riconobbero Signore e Salvatore, tutti gli uomini trovano il senso della loro vita.

Nella contemplazione di Gesù Bambino ogni uomo può rinnovare la consapevolezza di essere stato creato in un disegno di amore, in cui dolore e morte non hanno l'ultima parola: con Lui si illumina la notte dei cuori, e si apre la visione di una beata speranza. Costruire il presepio è offrire a se stessi e agli altri l'occasione di riflettere su questo mistero che inizia a capovolgere i criteri del mondo: i presepi devono essere belli per essere trasparenza del mistero, per mostrare ancora una volta come gli uomini accolgono, e come rischiano di rifiutare, il Bambino che porta in sé il senso di ogni vicenda umana.

Bologna vanta una grande tradizione di presepisti, che hanno riempito la città, le sue chiese e le sue case di belle figure, ricche di significato, che insieme commuovono e insegnano. Chi oggi fa il presepio si inserisce in questo grande movimento di fede e di arte, che parla alle persone di ogni età e condizione col linguaggio della bellezza e della fantasia.

La nostra gara diocesana si rivolge a tutti quelli che costruiscono il presepio, e li mette in gioiosa competizione, invitandoli alla testimonianza. Le generazioni lavorano insieme, insieme riflettono, insieme imparano a fare posto a Gesù nella vita quotidiana.

Vi invito quindi a questa gara, e mentre Vi auguro di cuore un Santo Natale, invoco su di voi la benedizione del Signore.

+ Carlo Caffarra
Arcivescovo di Bologna