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Incontro con i catecumeni
Cripta della Cattedrale, 13 marzo 2011


È un grande dono che oggi il Signore mi concede: vedere e conoscere coloro che Egli mediante la Chiesa sta per generare alla vita divina. Voi siete, infatti, l’espressione della fecondità della Chiesa di Dio in Bologna, che predicandovi il Vangelo e mediante i santi sacramenti che riceverete nella notte pasquale, trasformerà la vostra condizione da servi che eravate in figli.

Oggi ha inizio l’ultima tappa del cammino che dalle tenebre vi trasferirà nel regno della luce.

Fra voi vi è anche un figlio di Israele. Egli è già inserito nell’alleanza che Dio ha stretto con Abramo e la sua discendenza per sempre, ed il lui si compirà in pienezza la promessa fatta ai suoi padri. Cristo infatti "è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo … per creare in se stesso, dei due un solo uomo nuovo"[Ef 2, 14.15c].

Cari fratelli e sorelle, quanto in voi inizia ad accadere da questa sera, sta accadendo dentro al tempo, in una data precisa. Ma in realtà l’origine di tutto è nell’eternità di Dio. Scrive infatti S. Paolo che "il Padre del Signore nostro Gesù Cristo … ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi ed immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo" [Ef 1, 4-5].

Fra poco voi scriverete il vostro nome in un libro, e sarete ritenuti e chiamati dai vostri fratelli di fede "eletti". Questo gesto rimanda ad un altro "libro", al "libro della vita" nel quale i vostri nomi sono scritti. Il libro della vita è l’amore con cui Dio vi ha amati e vi porta come scritti nel suo cuore: " il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli" [Ap 3,5].

Quando siete nati alla vita terrena, i vostri genitori si sono recati al rispettivo municipio e siete stati iscritti all’anagrafe. Da quel momento siete diventati cittadini con i diritti e doveri conseguenti. Questa sera sarete iscritti all’anagrafe della Chiesa che è terrena e celeste al contempo, e diventerete concittadini dei Santi e familiari di Dio [cfr. Ef 2, 19].

Cari fratelli e sorelle, il primo sentimento che deve essere nel vostro cuore da questo momento in poi è quello di una profonda gratitudine. Ciò che il Signore compirà in ciascuno di voi, "non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo" [Ef 2, 8-10]. Tutta la nostra vita è chiamata ad essere ringraziamento.

La seconda attitudine che deve sempre dimorare nel vostro cuore è un profondo sentimento della vostra dignità. Un grande Padre della Chiesa vi dice: "Riconosci, o cristiano, la tua dignità, e divenuto partecipe della natura divina, non voler ricadere nell’antica abbiezione con una vita indegna. Ricordati del tuo capo e di quale corpo sei membro. Rammentati che tu, strappato dalle tenebre sei stato inserito nella luce e nel regno di Dio" [S. Leone Magno, Sermone per il Natale 1,3.2].

Pensate quale è la vostra dimora: la luce ed il regno di Dio. Camminate dunque sempre come figli della luce. Così sia.