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Tribunale Ecclesiastico Regionale Flaminio
Inaugurazione dell’Anno Giudiziario
12 marzo 2005
Auditorium S. Clelia


È come pastore e al contempo come Moderatore del Tribunale che ho ascoltato l’accurato resoconto che il Vicario giudiziale ogni anno presenta alla nostra attenzione. Sento dunque il bisogno di condividere con voi tutti alcune riflessioni.

- La comunità coniugale è arrivata ad una condizione di così grave fragilità da far pensare che gravi patologie spirituali l’abbiano colpita. E poiché ciò che istituisce la comunità coniugale è il consenso delle parti, "consensus facit nuptias", si deve concludere ad una grave fragilità della libertà dell’uomo: ad una vera e propria malattia mortale che ha colpito la libertà rendendola incapace di definitività.

Non dobbiamo però confondere il sintomo colla malattia. Che l’uomo, che la donna si mostrino come incapaci di definitività è un sintomo che esige di essere interpretato. Perché questo "collasso spirituale"? che cosa accade in un uomo, in una donna quando si sentono spiritualmente inadeguati per scelte definitive? È domanda ormai non più eludibile da parte di chi ha cura dell’uomo: penso in primo luogo a chi ha cura dell’educazione dell’uomo.

È questo un tema sul quale il mio umile magistero episcopale ritorna in continuità. L’ultima meditazione del Santo Padre Giovanni Paolo II espressa in "Memoria ed identità" va presa molto sul serio da tutti [cfr. pag. 53-57]. Siamo giunti al capolinea di un percorso antropologico che aveva celebrato con grande solennità il divorzio della libertà dalla verità.

- Una seconda ed ultima riflessione, che nasce da un testo di Giovanni Paolo II: "la nostra civiltà, che pur registra tanti aspetti positivi sul piano sia materiale sia culturale, dovrebbe rendersi conto di essere, da diversi punti di vista, una civiltà malata, che genera profonde alterazioni nell’uomo. Perché si verifica questo? La ragione sta nel fatto che la nostra società s’è distaccata dalla piena verità sull’uomo, dalla verità su ciò che l’uomo e la donna sono come persone. Di conseguenza, essa non sa comprendere in maniera adeguata che cosa veramente siano il dono delle persone nel matrimonio, l’amore responsabile al servizio della paternità e maternità, l’autentica grandezza della generazione e dell’educazione" [Lettera alle famiglie – 2 febbraio 1994, § 20.8].

Dobbiamo ricostruire la risposta alle tre domande fondamentali sull’uomo: che cosa è la persona umana; chi è persona umana; quale valore ha la persona umana. Oggi di questa risposta hanno bisogno soprattutto i giovani; questa risposta invocano soprattutto i giovani.

Grazie a tutti coloro che lavorano in questo Tribunale: anch’essi ogni giorno offrono un contributo determinante alla costruzione della risposta a quelle tre domande, alla cura dell’uomo.