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PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO
Giubileo della Vita Consacrata
2 febbraio 2000

1. "Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli… allo scopo di espiare i peccati del popolo". Oggi nel tempio di Gerusalemme si rivela lo scopo per cui il Verbo doveva "rendersi in tutto simile ai fratelli": espiare i peccati del popolo. Portato infatti nel tempio da Maria, è offerto dalla stessa. Ella è state certo mossa a fare questo, come ricorda il Vangelo, dall’antica prescrizione mosaica, in forza della quale ogni primogenito apparteneva al Signore. Ma nell’offerta di Cristo, quella prescrizione non viene solo osservata; essa è perfettamente adempiuta. Il Verbo, in forza della sua partecipazione alla nostra umanità, è divenuto "il primogenito di molti fratelli" ed offre se stesso per la loro salvezza. "Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato… Allora ho detto: Ecco, io vengo… per fare, o Dio, la tua volontà" (Eb. 10,5-7).

Carissimi fratelli e sorelle, immergiamoci questa sera nella contemplazione di quest’atto di volontà con cui il Verbo, presentato al tempio, fa della sua vita e della sua umanità "sacrificio a Dio gradito".

La testimonianza profetica di Simeone ha lo scopo di rivelare ai credenti questa missione unica e decisiva di Gesù, attribuendo a Lui gli antichi attributi di Dio: luce, gloria di Israele. Veramente l’incontro del vecchio con il bambino significa e realizza l’incontro della vecchia alleanza colla nuova, dell’attesa umana col compimento divino, della speranza col possesso, della domanda colla risposta. E quindi chi impersonava l’antica alleanza poteva ormai morire: il tempo era compiuto e Dio aveva visitato definitivamente il suo popolo e tutte le genti.

Ma la Chiesa, introducendoci in questo mistero attraverso la lettura della epistola agli Ebrei e quindi dichiarando il carattere di espiazione che ha l’offerta di Cristo al tempio, ci invita ad un’ulteriore riflessione.

Il sacrificio di espiazione nella liturgia ebraica aveva il compito di ricostruire l’Alleanza dell’uomo con Dio, distrutta dal peccato. L’offerta di Cristo sulla Croce, oggi anticipata nel tempio, purifica la nostra coscienza dalle opere morte e ci rende capaci di servire il Dio vivente (cfr. Eb. 10,14b).

2. Ma oggi noi celebriamo i divini misteri soprattutto perché vogliamo ringraziare il Padre per un dono particolare, frutto preziosissimo dell’offerta di Cristo: la vita consacrata. Che ci siano uomini e donne che seguono Cristo, amandolo con cuore indiviso, pienamente liberati mediante la pratica dei consigli evangelici, trova la sua radice nel dono che Cristo ha fatto di se stesso sulla croce. Vedendo voi, carissimi religiosi e religiose, noi siamo profondamente assicurati che Cristo è morto e risorto per noi: voi lo dite con la vostra esistenza consacrata. Quale è infatti il "nucleo essenziale" della vostra decisione esistenziale? Che cosa cioè avete deciso in fondo nel momento in cui avete deciso di essere religiosi/religiose?

Avete deciso di appartenere esclusivamente e totalmente alla persona di Cristo: la vostra è una vita consacrata e per sempre. Qualifica questa della vostra esistenza che esprime la radicalità del vostro essere stati afferrati da Cristo e del vostro lasciarvi afferrare, senza porre alcuna resistenza. Siete stati strappati da tutto da parte di un Io che si presenta a voi come l’Assoluto e nel quale solamente volete riposare ed al quale totalmente aderire. Come Paolo a Damasco: "Signore, che cosa vuoi che io facci?" (At. 9,6). Come il giovane Samuele: "Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta" (1Sam. 3,10). Come il vostro modello per eccellenza: "Ecco l’ancella del Signore, avvenga in me secondo la tua parola" (Lc. 1,38).

E’ da tale decisione profonda, vera chiave interpretativa unica di tutta la vostra vita, che i "consigli evangelici" derivano la loro intima ragione. Staccati da quella, si configurerebbero solo come "mezzi": mezzi di cui si può fare uso bene, meno bene o perfino male. Radicati invece in quell’appartenenza totale al Cristo, diventano l’espressione perfetta di ogni vita cristiana, la quale consiste nel conformarsi pienamente al Signore Gesù. Siate fedeli alla vostra vocazione, perché in essa tutti i fedeli, gli sposi ed i pastori della Chiesa, vedono svelata l’intima natura della vita cristiana come tale.

La disposizione intima di Gesù è quella dell’offerta di sé al Padre perché il Padre possa in Lui compiere la salvezza del mondo. La vostra conformità – appartenenza a Cristo vi pone in una disponibilità totale ai bisogni dell’uomo. E non posso a nome di tutti non dirvi il mio grazie per questa vostra quotidiana disponibilità, senza della quale la nostra Chiesa non potrebbe compiere interamente la sua missione. Chi più profondamente viene espropriato da Cristo, più profondamente deve farsi servo di tutti: beata la Chiesa nella quale questa legge è rispettata!

Nell’offerta di Cristo al tempio abbiamo contemplato la vostra offerta e ne abbiamo goduto nel Signore. Non fateci mai mancare questa gioia, colla vostra vita: traspaia in essa la luce che illumina le genti, a gloria della Santa Chiesa.