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VI DOMENICA DI PASQUA (A)
Cattedrale – Associazione Genitori in cammino
5 maggio 2002

1. "Non vi lascerò orfani, ritornerò a voi". Anche in questa domenica risuona ancora la parola confortatrice che Gesù già ci aveva detto domenica scorsa: "non sia turbato il vostro cuore … ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io". Egli dunque ci fa una grande promessa: non ci abbandonerà alla nostra solitudine; egli impedirà che il nostro cuore sia turbato, che sia scossa la profondità della nostra esistenza.

E come Gesù compirà la sua promessa? "io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità". La nostra solitudine è vinta, il nostro abbandono superato, perché Gesù fa rimanere con noi, anzi "in noi", lo Spirito Santo, che ha due compiti: è il nostro Consolatore; è lo Spirito di Verità. In quanto lo Spirito Santo è lo Spirito di Verità, Egli è il nostro consolatore.

Che cosa significa "Spirito di Verità"? se vi ricordate, Gesù ha detto di se stesso domenica scorsa: "io sono … la Verità". Spirito di Verità, quindi, significa Spirito che procede e viene donato dal Cristo, e ci introduce nella conoscenza di Cristo. Egli è il nostro maestro interiore perché ci fa capire, intimamente assimilare la parola del Signore. E’ a causa di questa intima assimilazione che ciascuno viene consolato.

La Parola del Signore è la "buona Novella" del Vangelo. Quale è il contenuto della "buona Novella" del Vangelo? E’ Gesù stesso che dando iniziato al suo ministero pubblico, ce lo rivela: "… mi ha mandato ad annunciare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione, e ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore" [cfr. Lc 4,16-21]. La buona Novella è: in Gesù Cristo accade la liberazione di chi è prigioniero; viene donata la luce a chi ammina nelle tenebre. In una parola: viene aperta all’uomo la sorgente della grazia e della misericordia.

Lo Spirito Santo diventa la luce del nostro spirito perché ci rende intimamente convinti che veramente in Cristo Gesù è data all’uomo la possibilità di sperimentare l’amore di Dio: "l’amore di Dio" ci insegna S. Paolo "è stato riversato nei nostri cori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato" [Rom 5,5]. E’ per questo che Egli è il Consolatore.

Carissimi "Genitori in cammino", queste parole evangeliche appena proclamate dal diacono hanno un significato del tutto particolare per ciascuno di voi: possiedono una verità di particolare intensità. Avete avuto e avete bisogno in modo speciale che lo Spirito di verità "rimanga con voi sempre" come vostro Consolatore. La liberazione dalla prigionia della solitudine e della disperazione; la luce che illumini le tenebre della nostra esistenza quando è duramente provata dal dolore, possono venirvi solo dalla certezza che in Cristo nessuno in realtà muore. E questa certezza di fede è opera dello Spirito di Verità ed è frutto della sua azione nel vostro cuore.

2. Gesù raggiunge una parola molto forte, dicendo che "il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce", lo Spirito di Verità. E quindi il mondo non può ricevere la vera, l’unica consolazione.

Esiste dunque uno scontro fra lo Spirito di Verità e il mondo: anzi esiste come una completa estraneità e separazione. Ed è uno scontro che accade anche dentro di noi: ciascuno di noi appartiene anche al "mondo" di cui parla oggi il Vangelo ed il mondo dimora anche in ciascuno di noi. Questo scontro avviene nel cuore dell’uomo soprattutto quando si trova confrontato col mistero della morte dei propri cari. Alla consolazione dello Spirito si oppone l’insidia della menzogna dettavi dal mondo: la morte è la fine di tutto; la morte è il termine ed il confine invalicabile dell’esistenza umana; l’uomo alla fine si riduce a niente altro che a polvere.

Carissimi "Genitori in cammino" , celebrando oggi con voi il mistero pasquale, il vostro Vescovo è per ciascuno di voi il testimone della vittoria di Cristo sulla morte, sulla morte dei vostri figli; vittoria che ha rivelato la potenza dello Spirito di Verità e ha determinato la sua nuova venuta, la sua nuova presenza con voi. "Infatti, nella risurrezione di Cristo lo Spirito Santo paraclito si è rivelato soprattutto come Colui che dà la vita… Nel nome della risurrezione di Cristo la Chiesa annuncia la vita, che si è manifestata oltre il limite della morte, la vita che è più forte della morte" [Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Dominum et vivificantem 58,1; EE 8/581].

E’ per questo che sotto i segni del pane e del vino, Cristo è presente nel suo sacrificio e prega ora il Padre per ciascuno di voi, "ed egli vi darà un altro consolatore perché rimanga con voi sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce".