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Funerale di don Luigi Gamberini
Sabbiuno, 12 gennaio 2007


1. "Carissimi, noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i nostri fratelli". Mentre colla preghiera del cristiano suffragio affidiamo alla misericordia di Dio il nostro caro fratello don Luigi, la parola di Dio ci invita a guardare oltre le apparenze. Esiste una morte che abita già nella vita e la sta già devastando: la mancanza di amore. "Chi non ama rimane nella morte". La persona di chi non ama dimora già nella morte.

Esiste una vita che abita anche dentro alla nostra mortalità ed impedisce alla nostra persona di corrompersi: è la vita di chi ama i propri fratelli. "Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i nostri fratelli".

Questa parola del Signore sostiene la nostra preghiera di suffragio per don Luigi.

Ogni esistenza sacerdotale dimora nell’amore: è un’esistenza passata dalla morte alla vita perché ogni sacerdote ama i suoi fratelli. Dona loro il bene più prezioso: la comunione con il Padre, in Cristo. Lo fa attraverso la predicazione della parola di Dio, che suscita la fede in chi non l’ha e la nutre in chi già la possiede. Lo fa attraverso la celebrazione dei sacramenti, che accompagnano ciascuno di noi lungo tutto l’itinerario della vita, dalla nascita alla morte. Così ha fatto don Luigi in mezzo a voi, cari fedeli di Sabbiuno. E lo ha fatto con grande fedeltà: quarantasette anni al vostro servizio. Egli appartiene alla schiera di quegli "eroi oscuri" che restano fedelmente al loro posto di guardia, umili e grandi servitori del popolo cristiano.

2. La pagina evangelica, miei cari, è molto precisa, come avete sentito; essa ci rivela che alla fine della vita saremo giudicati sull’amore. Su un amore fatto di gesti umili, quotidianamente compiuti, in risposta ai bisogni essenziali dell’uomo: la fame, la sete, il vestito, la casa, la salute.

Miei cari fratelli, è sempre stata questa la caratteristica della carità cristiana: la condivisione umile, non gridata sulle piazze, non finalizzata ad ottenere riconoscimenti di sorta, non motivata da ideologie. Semplicemente: volere il bene della persona concreta.

Nella vostra parrocchia don Luigi ha fatto questo. L’asilo parrocchiale e il doposcuola hanno avuto in lui un forte promotore; così come la sua giornata terrena è stata piena di azioni a favore dei più deboli.

"Da questo abbiamo conosciuto l’amore. Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli".

Miei cari fratelli, queste parole sono il messaggio che don Luigi ci lascia: amare il Signore che ci ha amati per primo; amare i nostri fratelli.

Egli ha chiesto che nell’immagine a suo ricordo si stampassero le seguenti parole: "ci ha tante volte ripetuto: amate il Signore come Padre; amiamo tutti gli altri come fratelli".