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S. Messa esequiale per Mons. Arnaldo Fraccaroli, Prelato d’Onore di Sua Santità, Presidente della Fondazione "Card. Giacomo Lercaro"
Cattedrale di S. Pietro, 10 luglio 2007


1. L’incontro con la morte, cari fratelli e sorelle, pone all’uomo le domande ultime circa il suo destino, quelle domande che abbiamo sentito risuonare nella prima lettura: chi darà il giudizio definitivo sulla nostra vita, quando ormai tutta l’apparenza ingannatrice ed illusoria dell’umano giudicare sarà terminata?

L’apostolo Paolo nella prima lettura ci ricorda che la nostra vita è radicalmente affidata al Signore Iddio; e che Egli non ha un volto enigmatico ed indecifrabile, ma si è pienamente rivelato in Cristo: "Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, come non ci donerà ogni cosa insieme con Lui?". E di conseguenza: "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?".

La pagina dell’apostolo risuona in modo singolare nel Testamento spirituale che Mons. Fraccaroli ci ha lasciato. In esso scrive: "C’è un tempo per nascere, un tempo per morire. Conosco la data della mia nascita, ma non mi è rivelato il giorno e l’ora della mia morte. Guardo in avanti con gioiosa speranza sapendo che le braccia del Padre celeste, ricche di misericordia e di perdono, mi attendono. Mi è stato procurato per tempo un grande avvocato: Cristo Gesù. Una mamma sta intercedendo per me. La Vergine santissima, madre di Gesù e madre nostra".

È con questa serena fiducia che il credente entra nella vita eterna: "chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi che è risuscitato, sta alla destra di Dio ed intercede per noi?.

2. La pagina evangelica ci rivela che alla fine della vita noi saremo giudicati sull’amore.

Mons. Arnaldo scrive nel suo testamento spirituale: "Ho avuto tre amori nella mia vita: la Chiesa, l’Opera Madonna della Fiducia, la Fondazione Cardinale Lercaro".

La Chiesa! Per mons. Arnaldo essa non era un’astrazione. Era una realtà viva e concreta che prese corpo in lui nella persona del card. Giacomo Lercaro di v.m. di cui fu segretario per lunghissimo tempo, fino alla morte del venerato presule.

Fu un amore fatto di servizio fedele ed accurato unito ad una commovente venerazione. Fu un amore che dopo la morte del Cardinale prese la forma della custodia accurata e fedele della sua memoria. Una memoria che Mons. Arnaldo voleva custodita sia nella permanenza del magistero sia nella permanenza delle opere.

Nell’ultima opera pubblicata per custodire la memoria del Card. Lercaro, ed uscita nelle librerie quando già Mons. Arnaldo aveva perduto ogni comunicazione col mondo, egli scrisse la post-prefazione. In essa il nostro fratello ci dona la chiave di lettura del suo servizio alla Chiesa. Scrive: "Ho avuto la fortuna di trascorrere circa 25 anni al suo fianco condividendo alcuni degli avvenimenti che hanno segnato la storia della Chiesa contemporanea – due Conclavi, il Concilio, gli anni della riforma liturgica – … anche nei momenti più difficili il suo insegnamento è stato rigoroso e preciso: io passo e la Chiesa resta; a Lei … guardate: Ella è secondo la parola di S. Paolo, perennemente bella e perennemente giovane: senza macchia e senza ruga, ascoltatela". Mons. Fraccaroli si è nutrito di questo senso della Chiesa.

3. La pagina evangelica, cari fratelli e sorelle, come avete sentito, è molto precisa nell’indicare i contenuti dell’amore.

Mons. Arnaldo ricevette in eredità spirituale dal card. Lercaro una grande esperienza di carità. Una carità che si esprimeva nella dedizione educativa a giovani che venivano rigenerati nella fede, e nella loro umanità. La "famiglia del Cardinale" era punto di riferimento esemplare di quel "genio educativo" che solo la Chiesa possiede.

Mons. Arnaldo continuò a realizzare questa profonda intuizione educativa, memore di quanto il Signore ci ha appena detto: "ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me".

Cari fratelli e sorelle, affidiamo la persona di Mons. Arnaldo alla misericordia del Signore, e voglia egli, in misterioso scambio di favori, pregare per la nostra Chiesa bolognese perché sappia custodire e far fruttificare i grandi tesori di grazia e carismi preziosi che il Signore le ha dato.