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"Strumento di lavoro" per il Piccolo Sinodo dei Vicariati della montagna
Borgonuovo di Sasso Marconi, 5 dicembre 2010


1. Siano rese grazie al Signore che ci dona di iniziare oggi una profonda esperienza del mistero della Chiesa. Le dimensioni ed il contenuto di questa esperienza ci sono svelate dall’Apostolo. E’ l’esperienza di appartenere ad un solo corpo, nel quale tutti operano l’uno per e con l’altro, uniti come siamo in Cristo. Non è un evento organizzativo che stiamo vivendo, ma un, anzi il mistero di grazia che stiamo gustando: Cristo in noi e noi in Cristo. E’ solo alla luce di questo fatto che possiamo comprendere la vera natura delle esortazioni apostoliche: "amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda".

La nostra inserzione in Cristo ci rende capaci di compiere quell’atto in vista del quale vi ho convocati in questo Piccolo Sinodo della montagna: il discernimento. Siete stati convocati "per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto". Noi sappiamo che Dio "vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" [1Tim 2,4]. Siete stati convocati per discernere come il Padre vuole realizzare la sua volontà salvifica nei confronti degli uomini e delle donne che vivono nelle nostre montagne.

L’Apostolo ci istruisce circa le condizioni fondamentali per poter esercitare quella facoltà di discernere che ci viene dal nostro essere in Cristo. Sono due. Una negativa: "non conformatevi alla mentalità di questo mondo"; una positiva: "trasformatevi, rinnovando la vostra mente". Vorrei ora fare qualche riflessione su ciascuna delle due.

2. Cari fratelli e sorelle, benché la grazia del battesimo ci abbia già trasferiti "dal potere delle tenebre nel regno di Cristo", dobbiamo tuttavia continuare a vivere in questo mondo che dispone, oggi più di ieri, di mezzi potenti per creare una mentalità e, attraverso essa, per influire sui nostri giudizi e sulle nostre valutazioni. E’ il mondo che non vuole riconoscere e glorificare Dio e che disonora l’uomo nel culto degli idoli [cfr. Rm 1,18-32; Ef 4,17-19].

L’esortazione apostolica, "non conformatevi alla mentalità di questo mondo", è oggi particolarmente urgente. L’opposizione al regno di Cristo oggi si è concretizzata e come istituzionalizzata come cultura, come ideologia, come programma di azione e formazione dei comportamenti umani.

Ma la mentalità di questo mondo può essere anche dentro di noi. S. Tommaso ha scritto: "la conoscenza della verità non è completamente in nostro potere, ma ciascuno possiede in misura maggiore o minore questa capacità secondo il grado di purezza del suo lume intelligibile" [Commento a Boezio. de Trinitate q.1, a.1, ad 4um].

L’atto del discernimento pertanto esige che il nostro cuore sia puro e non sottomesso ai "desideri della carne" [cfr. Gal 5,17].

3. La seconda e più decisiva condizione perché possiate esercitare nel Piccolo Sinodo la vostra capacità di discernimento, è che "vi trasformiate rinnovando la vostra mente".

Si tratta di lasciarsi guidare dallo Spirito a riguardo di una dimensione e aspetto preciso della nostra persona: la nostra mente. Cioè: l’attitudine fondamentale nei confronti di ciò che è bene. Un’attitudine che è la simultanea coniugazione dell’intelligenza, della volontà, dell’esperienza, del senso dell’obiettività. E’ il cammino che ci porta ad avere la "mente di Cristo". La nostra trasformazione in Cristo o comincia da questo o non comincia neppure. Non a caso il Nuovo Testamento chiama la conversione meta – noia.

Quando dunque affrontate la discussione sulle singole proposizioni, chiedete prima di tutto di pensare, ragionare, valutare secondo la mente di Cristo.

Concludo. L’Apostolo quando vuole dirci che cosa dobbiamo discernere, qual è l’oggetto del discernimento, usa una parola dall’immenso significato: "la volontà di Dio".

Siamo portati a dare subito un significato morale a questa espressione. Non è questo il primo e principale significato. Volontà di Dio denota il progetto salvifico di Dio. Scrivendo ai cristiani di Tessalonica l’Apostolo dice: "questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione".

A voi è chiesto di discernere la volontà di Dio a riguardo delle vostre comunità: in che modo Egli vuole realizzare in esse il suo progetto di salvezza. E’ chiesto di scoprire le "vie del Signore" e lasciarlo entrare nella vostra comunità.

"Che cosa vuole Gesù da noi? Vuole che crediamo in Lui. Che ci lasciamo condurre da Lui. Che viviamo con Lui. Divenendo così sempre più simili a Lui e con ciò giusti" [Benedetto XVI, Luce del mondo, LEV, 235].

In sintesi questa è l’esperienza che iniziate a vivere: credere, lasciarsi condurre, vivere–con.

Così sia, per l’intercessione di Maria.