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APERTURA ACCADEMICA
FACOLTA’ TEOLOGICA DELL’EMILIA ROMAGNA
Aula Magna del Seminario
17 novembre 2004



Eccellenze, Autorità accademiche, civili e militari, Docenti e studenti, Signore e Signori,

è con profonda emozione che diamo oggi inizio ufficiale all’attività accademica della neo-eretta Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna. Profonda emozione perché oggi si pone termine ad una obiettiva lacuna all’interno di quello sforzo culturale che nella nostra Regione è stato lungo i secoli ed è oggi particolarmente intenso. Profonda emozione perché la comunità ecclesiale è da oggi in possesso di un luogo dove la fede cristiana può diventare più adulta perché pensata. Poniamo questa facoltà fin dal suo inizio sotto la protezione di Maria sede della Sapienza e dei santi Tommaso d’Aquino ed Apollinare.

Sento il bisogno di esprimere la mia profonda gratitudine a tutte le persone che hanno reso possibile questa realtà. In primo luogo all’Em.mo Signor Cardinale G. Biffi, arcivescovo emerito di Bologna, che ha condotto praticamente fino al termine l’iter della fondazione. A tutti gli Ecc.mi arcivescovi e vescovi della Regione per la loro convinta partecipazione. A mons. G. Manicardi alla cui illuminata e perseverante tenacia questa Facoltà è dovuta.

Ma consentitemi anche un particolare grazie all’Alma Mater nella persona del suo Magnifico Rettore che ha sempre guardato a questa istituzione con stima, desiderando fin dall’inizio stabilire rapporti accademici, come è già potuto accadere colla firma del Documento di intenti fra la Facoltà di Giurisprudenza e la Facoltà di Teologia. Ed anche voglio dire un particolare grazie al Presidente della Fondazione-Carisbo per il convinto impegno a coinvolgere le Fondazioni bancarie della Regione a sostenere la neonata Facoltà, fondazioni che fin da ora ringrazio per quanto vorranno fare.

In questo saluto di apertura vorrei brevemente sottoporre alla vostra benevola attenzione alcuni pensieri circa la natura ed il futuro di questa Facoltà.

Il suo primo compito è quello di educare i suoi alunni al pensare teologico. Non ho detto: a comunicare un sapere teologico, semplicemente. Il pensare è con la libertà uno dei titoli fondamentali che pongono l’uomo in una posizione unica nell’universo creato. Esso è la capacità di partecipare a tutta la realtà in un contatto assolutamente unico, nel quale l’uomo tocca ogni ente e lo possiede in modo immateriale. Esiste un pensare scientifico, esiste un pensare filosofico, esiste un pensare teologico. La Facoltà educa a questo pensare. Radicandosi nella fede, esso conduce l’uomo a pensare la realtà nel modo con cui Dio stesso la pensa in Cristo. E che questo modo di pensare oggi si proponga nella città degli uomini è un’urgente necessità: "edifichiamo invano se il Signore non edifica con noi, /potete reggere forse la Città se il Signore non resta con voi?/ Mille vigili che dirigono il traffico/ non sanno dirvi né perché venite né dove andate/… Là dove non c’è tempio non vi saranno dimore" [Th. S. Eliot, Opere, Classici Bompiani, Milano 1986, pag. 231].

Ma questo sarà anche il luogo dove si formano i futuri pastori. La Facoltà in perfetta sintonia col Seminario è chiamata ad educare coloro che si vedranno affidato il destino eterno dell’uomo. È necessario costruire una profonda unità fra il pensare teologico e la proposta educativa, senza della quale unità o avremmo dei professori e non dei confessori della fede o avremmo dei funzionari e non dei pastori.

Ogni uomo amante della verità – ma ci può essere un uomo privo di questo amore – non può che rallegrarsi di questa istituzione a cui oggi solennemente diamo inizio, poiché deve rallegrarsi di ogni luogo in cui la persona umana sia chiamata ad usare la sua ragione nella ricerca della verità. È questa verità che ci precede perché costituisce il primo ed originario vincolo fra gli uomini: un vincolo che ci fa veramente liberi perché ci rende liberamente veri. Amo pensare questa Facoltà come uno dei luoghi in cui abbattendo ogni pregiudizio, si apre per i suoi alunni la porta della realtà, la porta dell’universo dell’essere in tutta la sua luminosità. "La Verità vi farà liberi".