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Settimana Mariana 2002
S. Messa per la Vita Consacrata
Cattedrale: 05-10-02

1. "Canterò per il mio diletto il mio cantico di amore per la sua vigna". All’inizio di questa settimana di grazia, la settimana mariana, il Signore vuole narrarci ancora una volta la storia del suo amore per l’uomo: un amore che inizia a svelarsi nella sua alleanza con Israele. "Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva vangata …": è così riassunta tutta la provvidenza divina a favore di Israele: scelto, piantato, collocato nella terra donatagli. E’ un rapporto durante il quale Israele è continuamente visitato attraverso i profeti. Anzi: in mezzo a questo popolo è costruita una torre, cioè il Tempio, luogo della Presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Nel cantico di amore che il profeta canta è narrato tutto: la elezione, la cura amorevole, la fedeltà incrollabile.

C’è un testo del Vangelo di Giovanni che ci aiuta a capire il significato ultimo di questa pagina profetica e che la Chiesa ci ha fatto ascoltare come proclamazione al Vangelo. Gesù dice di se stesso: "Io sono la vite vera" [15,1]. Gesù dunque si identifica con Israele, perché è Lui l’eletto, ed è in Lui e per mezzo di Lui che il Padre realizza pienamente, veramente la sua opera di salvezza. "E’ per lui che il popolo d’Israele è stato scelto; è per lui che è stato collocato in quella terra; è per lui che è stato visitato con tanta premura da Dio; è per lui che ha ricevuto quella parola, il popolo: la rivelazione del Dio vivente, la conoscenza del nome di Dio; è per lui, in ordine a lui, che è stato costruito il tempio per preparare e significare lui, tempio vero" []U. Neri, L’addio di Gesù ai discepoli: il discorso della grande consolazione, ed. San Lorenzo, Bologna 2001, pag. 114].

Sempre nello stesso discorso Gesù aggiunge: "ogni tralcio in me, che non porta frutto lo toglie" [2a], così come anche il profeta aveva detto: "egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica". Oggetto dell’amore e della cura di Dio, chi è in Israele deve portare frutto: frutto di giustizia, di santità, di obbedienza, di fedeltà. E non di oppressione, di grida di angoscia, di corruzione. La cura amorevole di Dio aspetta la risposta della libertà umana.

2. Carissimi fratelli e sorelle consacrati, questa parola che abbiamo ascoltata è in modo singolare la narrazione della nostra storia personale.

Che cosa sta all’inizio della nostra esistenza se non l’atto di elezione con cui il Padre prima della creazione ci ha scelti in Cristo, perché fossimo santi ed immacolati al suo cospetto? [cfr. Ef 1,4]. Questa elezione si è realizzata quando, battezzati in Cristo, siamo stati inseriti in Lui, la vera vigna, perché rimanendo noi in Lui e Lui in noi portassimo molto frutto.

Questa "inserzione" della vostra persona in Cristo ha ricevuto una singolare e speciale conferma e configurazione mediante la vostra professione religiosa. Come insegna infatti il Concilio Vaticano II, la vostra professione dei consigli evangelici "ha le sue radici profonde nella consacrazione battesimale e [che] l’esprime con maggiore pienezza" [Decr. Perfectae charitatis 5,1; EV 1/719]. E’ questa appartenenza a Cristo, questo "dimorare in Cristo " nella forma dei consigli evangelici che definisce interamente il senso della vostra vita.

Che cosa significa rimanere in Cristo? Significa perseverare nella fedeltà a Cristo, prima di tutto custodendo la fede nuziale, e poi attuando l’esigenza fondamentale della fede, che è il precetto dell’amore.

Che cosa stupenda è questo "rimanere in Cristo"! Esso fa sì che Cristo stesso viva in noi, diventi per così dire il principio che ispira tutto il nostro pensiero e le nostre scelte: una presenza che pervade tutta la vostra persona fattasi pienamente consenziente perché povera, vergine, ubbidiente. "Porta molto frutto": è questo il risultato, una vita piena, l’infinita fecondità del Padre partecipata alle vostre persone.

Il Signore conclude la sua parabola nel modo seguente: "Vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare". Metto ognuno di voi sotto la protezione di Maria, perché non vi sia mai tolto il Regno di Dio e possiate essere lo splendente segno di Cristo in mezzo alla sua Chiesa.