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Appello per la costruzione di chiese provvisorie nelle zone terremotate
10 novembre 2012


Mi sia consentito di esprimere una mia grave preoccupazione, e fare udire come un vero grido di dolore.

Come sapete, il recente sisma ha colpito numerose chiese: alcune sono veri capolavori; altre, umili chiese ma amate e curate. Abbiamo pertanto numerose comunità che non possono usare i loro edifici di culto, vuoi perché distrutti vuoi perché non sicuri.

I luoghi allestiti sotto l’urgenza, a causa dell’approssimarsi dell’inclemenza della stagione, a breve non saranno più o saranno difficilmente agibili. Risultato: comunità private dei loro luoghi sacri o a rischio di esserlo a breve termine. La prossimità delle feste natalizie rende ancora più dolorosa la situazione.

Che cosa sta accadendo? Non ci vengono concessi i nulla-osta per la preparazione di dignitosi pre-fabbricati, ovviamente a nostre spese. Di conseguenza non siamo nel rischio che numerose comunità di fedeli a breve termine si potrebbero trovare senza i luoghi di culto, ma nella certezza del verificarsi di una tale ingiusta situazione. Privati dell’esercizio di un diritto fondamentale: poter disporre di propri edifici di culto.

Aspettare che siano agibili le chiese distrutte o lesionate, significa aspettare mesi o perfino anni: ed intanto? Dove celebrare funerali eventuali, matrimoni, battesimi; e soprattutto l’Eucaristia festiva?

Ho ancora troppa stima delle nostre autorità competenti per pensare che non si rendano conto della gravità, dell’urgenza e della responsabilità che si assumono anche davanti a Colui che, giudice di tutti, vede che i suoi fedeli non possono celebrarLo in luoghi dignitosi.

Non ho alcun potere, se non quello di farmi voce dolente di tante comunità che potrebbero sentire aggiungersi amarezza ad amarezza.